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10 febbraio 2006

Tonight I'm a rock 'n' roll star

Oasis a Roma. Data e luogo dell'evento: 7/02/06 Palalottomatica, uno dei posti dalla peggiore acustica della terra. A differenza di Imola stavolta i fratelli Gallagher hanno concluso il concerto, anche se ad essere sinceri, ogni volta che quel pazzo di Liam se ne andava dal palco, avevo il terrore di una nuova sola. E voi dite perchè se ne andava dal palco? Perchè mister simpatia lì, quando doveva lasciare spazio al fratello che cantava (masterplan, don't look back in anger etc...) prendeva e se ne andava. E' anche vero che rimanendo sul palco, che minchia poteva fare? Il tamburello l'ha suonato per 2 ore, 4 canzoni di riposo potevano pure starci. Breve commento sul concerto: mi è piaciuto tantissimo, ho cantato tutte e 20 le canzoni, ho apprezzato la loro dimensione live, che mi era inevitabilmente scaduta dopo la figuraccia di Imola. Unico appunto, anzi forse due, la mancanza di canzoni da Be Here Now (manco Stand by me porca eva) e la durata. Un'ora e 40, di più rispetto a Coldplay (che hanno comunque solo 3 album alle spalle); una scaletta di 20 canzoni è dignitosa, però non si possono lasciare fuori i successi. Inoltre a differenza dei REM che cambiano ad ogni tappa (e suonano 24-25 pezzi), gli Oasis hanno proposto sempre le stesse canzoni per tutto il tour. Comunque parlando dei pezzi che invece c'erano, devo dire che non c'è stato mai un momento di calo; pezzi tutti ugualmente energici e con un'ottima risposta da parte del pubblico. Loro vabbè non intrattengno quasi mai l'audience, se non per dire qualche fuck qua e là. L'unica cosa che ricordo è l'introduzione a Live forever, "fuckin' sad" mi pare che l'abbia definita Liam.
Invece come gruppo spalla i poveri Thrills si sono beccati bottigliate e basta poracci, il pubblico era veramente indecente.
Ok, al prossimo, se ci sarà, non ci sono ancora grosse certezze. Spero di scroccare qualcosa come al solito.




permalink | inviato da il 10/2/2006 alle 23:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

19 dicembre 2005

FFF ovvero Franz Ferdinand a Firenze

Vediamo di cavar fuori una breve descrizione della giornata di ieri:
Fase 1: Pre-concerto, ovvero come un burino con gippone rischia di mandarti tutto a puttane
Ore 17 circa, autostrada A1, altezza Valdarno. Rallentamenti. Macchine ferme. Ripartenza. Nuovo rallentamento, improvviso: freno, poco, poi molto, inchiodo, mi fermo. La Mini dietro di me fa lo stesso, bene non è successo nulla; e si, ti piacerebbe, ecco arrivare il gippone, senza freni probabilmente, boom, la jeep colpisce la Mini, che colpisce me che colpisco l'Alfa davanti. Un macello. Ci spostiamo sulla corsia d'emergenza. Scambio di dati e ripartenza, anzi no. La macchina non va, il parafango tocca sulla ruota, non possiamo arrivare a Firenze così. Il soccorso stradale vuole chiamare il carroattrezzi. "Ma siete matti?" dico io. "Dai una martellata e falla finita". Ci spostiamo in una piazzola di sosta, raggiunta per miracolo, la macchina faceva un rumore assordante. Lì dobbiamo togliere la ruota e smartellare da dentro. Serve la chiave propria della ruota, che sta nel bagagliaio, che non si apre (grazie ancora gippista). Spostiamo i sedili, forziamo il vano della ruota di scorta, troviamo la chiave. Il cric prestatoci dall'ottimo conducente della Mini va e non va, ma alla fine tiene. Via la ruota, smartellata, di nuovo ruota e tutti su per una prova. Ok, il parafango non tocca anche con tutti e 5 noi dentro, perfetto possiamo ripartire. Grazie omino della stradale, grazie omino della Mini che gli hai sganciato 20€, vaffanculo omone del gippone.
Fase 2: Concerto, ovvero come rischiare la vita
Arriviamo alle 7 meno poco al Sashall. Ci aspettiamo una ressa infinita, o al massimo i cancelli già aperti, il che vuol dire concerto visto dalle retrovie; invece no, fila modesta e pochissima gente. Entriamo. Riusciamo ad accapararci una dignitosa terza-quarta fila. Partono i Rakes, bravi e coinvolgenti. Il pogo ha inizio. La mia naturale calamita per gli stronzi mi fa capitare a ridosso del gruppetto trascinante del pogo mondiale; pogano su tutto, pure sulle suonerie dei cellulari. Comunque sopportabile e al limite divertente. Faccio agli altri: magari coi Franz sarà più tranquillo, questi Rakes mi sembrano molto più casinisti. Le ultime parole famose: con this boy si scatena l'inferno. Mantengo a stento una posizione centrale, cercando di restare vicino agli altri. Non capisco nemmeno mezza frase del testo, vabbè, mi ci dovrò abituare. Oggi non siamo qui per cantare o divertirci, dobbiamo sopravvivere. Parte come on home, una delle mie preferite, e di certo non la canzone più pogabile di questo mondo. Invece il pogo raggiunge apici mai visti: gente lanciata per aria, volano sciarpe, maglioni, guanti e cappotti. La gente inizia a spingere, prima in avanti, poi indietro, poi di nuovo in avanti. Alcuni cadono tra cui lui, gli salvo la vita, lo ritiro su. Abbiamo deciso: ci spostiamo. Andiamo 3-4 metri più indietro. Va meglio, ma non di molto. Alla terza canzone passata lì, si scatena un inferno. Inizia a fare un caldo insopportabile; niente, ancora più indietro. Finalmente troviamo la pace, distanti sì, ma soprattutto vivi e in grado di goderci il concerto. Da qui in poi fila tutto liscio. Scaletta piena, canzoni bellissime, alcune stravolte rispetto ai cd, altre un po' sottotono secondo me (the fallen in primis e this fire a ruota). In tutto un'ora e mezza scarsa, un po' pochino, però in fin dei conti hanno fatto 18 canzoni credo. Come i Coldplay. I FF non sono il massimo sul palco secondo me, non hanno un grosso magnetismo, nè intrattengono il pubblico. Le canzoni vanno via filate una dopo l'altra senza soste, tranne in uno due casi in cui Alex dice qualche frasetta in una lingua incomprensibile (ma è inglese quello, boh?). In definitiva un bel concerto, un bel gruppo, un pubblico di matti e una stanchezza cronica. Per il 2005 sono finiti i concerti, basta sono stanco. Arrivederci a febbraio con gli Oasis




permalink | inviato da il 19/12/2005 alle 15:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

17 novembre 2005

Coldplay!

14.11.05 concerto dei Coldplay a Milano, seconda mia uscita nel capoluogo milanese dopo il breve soggiorno a gennaio per i REM, a cui si aggiungono la parentesi imolese dell'Heineken (lì oltre ai REM, Greenday, mezzi Oasis e Garbage) e quella fiorentina degli Interpol. 2 giorni memorabili nel bene e nel male. Tante sono state le cose belle, compagnia, concerto e stranamente il clima milanese (di gran lunga meglio di quello trovato al ritorno a Roma) e due cose spiacevoli invece (l'influenza che ha colpito la nostra ospite Ale, che sfiga!, e doppia sfiga il regalo che già aveva, vabbè). Il concerto, in due parole: bellissimo e emozionante. Non sono il più grande fan dei Coldplay, forse nemmeno uno medio, ma devo dire che sono stati incredibili. Peccato per la scelta del gruppo spalla, gli insulsi Goldfrapp, una tizia senza culo che qui a Roma apostrofrebbero con la parola "cofano" contornata da 3 idioti (specie il bassista factotum). I Coldplay invece... non mi soffermerò su ogni singola canzone anche perchè di molte nemmeno mi ricordo il titolo, dico solo che su 3-4 canzoni ho rasentato la lacrimuccia, una cosa che non mi capita spesso, e che sicuramente non mi aspettavo ai Coldplay, la cui mia conoscenza definirei eufemisticamente scarsa. Bello bello bello, peccato per le solo 18 canzoni, mi aspettavo qualcosa in più, ma dalla loro va il fatto che il concerto è stato intenso dall'inizio alla fine, senza momenti "discutibili". Memorabile il "country corner" in cui hanno eseguito 3 canzoni in fila tutti e 4 al centro del palco, Martin ha pure messo in testa al batterista un cappello di paglia raccolto tra il pubblico, troppo forte. Il gruppo ha vissuto un'emozione secondo me pari se non superiore a quella della gente, si sono stupiti di quanti calore ci fosse intorno a loro, e hanno più volte definito il pubblico come il migliore che avessero mai avuto. Ed era vero, le canzoni venivano cantate tutte (tutte) senza nemmeno una sbavatura e con un'intensità da brividi; è stato veramente unico far parte di quel coro di voci e sentire tutto in torno a me questa energia che saliva e che commuoveva il Forum di Assago dalla prima fila alla gradinata più sfigata. Poi a proposito del Forum, minchia che acustica!Strano che nonostante la decina di concerti che ho visto quest'anno, questa sia la prima recensione...devono essermi piaciuti davvero tanto.




permalink | inviato da il 17/11/2005 alle 20:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


 

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